LOS ANGELES DODGERS
Sembrerebbe non esserci storia. I Los Angeles Dodgers dopo aver vinto le World Series 2024 hanno tutte le carte in regola per ripetersi (cosa che non accade dal 1999-2000). Non solo perchè c’è tutta l’ossatura della squadra dello scorso anno, ma il motivo sta anche nell’aggiunta di pedine importanti nel corso della offseason.
Roki Sasaki è stato il colpo in Free Agency: partente, classe 2001, arriva dai Chiba Lotte Marines della NPB, la lega giapponese. Alla rotazione è stato aggiunto anche Blake Snell, Cy Young nel 2023 con i Padres ma reduce da un difficile 2024. I primi tre nella lineup sono Mookie Betts, Shohei Ohtani e Freddie Freeman: ma di cosa stiamo parlando?… E poi i due Hernandez, Kike e Teoscar, che si trasformano in Barry Bonds nella fase calda di ottobre.
Dave Roberts è diventato il manager più pagato della storia della MLB e non può permettersi di sbagliare nulla in questa stagione. Solo una serie di gravi infortuni potrebbe compromettere il cammino dei Dodgers, che sarebbe fallimentare nel caso in cui non arrivasse almeno alle World Series.
SAN DIEGO PADRES
Dopo un deludentissimo 2023, si sono rimessi in piedi nel 2024, arrivando ad un passo dall’eliminare i tanto odiati Dodgers alle Division Series. L’unica sfortuna è che si trovano nella stessa division dei cugini losangelini, perchè in un qualunque altro gruppo sarebbero i favoriti nell’arrivare primi.
Questo però non toglie che possano dare fastidio ai Dodgers e arrivare alla postseason tramite una Wild Card. La squadra c’è: Fernando Tatis Jr ha tutte le carte in regola per vincere l’MVP, oltre ad essere uno degli all-around player migliori dell’intera lega. In terza c’è sempre Manny Machado e Xander Boagerts deve dimenticare i primi due anni in California e tornare quello di Boston.
Jackson Merrill, esterno centro, approccia l’anno da sophomore e sarà interessante vedere cosa potrà dimostrare ancora. Luis Arraez rimane sempre il miglior battitore di contatto dell’intera MLB e il suo passaggio a San Diego l’anno scorso è stato fondamentale per arrivare fino alle Division Series. Le star sono tantissime e amalgamate bene insieme proveranno a dare del filo da torcere a Los Angeles.
ARIZONA DIAMONDBACKS
Non sottovalutate i Diamondbacks. Non vi conviene. Dopo la partecipazione, mica tanto casuale, alle World Series nel 2023, hanno avuto una regular season simile nel 2024, senza però arrivare ai playoff per colpa del biscotto orchestrato tra Braves e Mets nelle ultime due partite.
In offseason è arrivato uno dei migliori partenti della lega, Corbin Burnes, che si aggiunge a una rotazione paurosa: Zac Gallen, Brandon Pfaadt e Merrill Kelly, mentre mancherà per la Tommy John Surgery Jordan Montgomery. Nel box di battuta possono contare su Ketel Marte e Corbin Carroll, talentuosissimo ma in calo nel 2024 rispetto alla stagione precedente in cui vince il Rookie of the Year.
Arizona è una bella squadra, costruita soprattutto sul monte di lancio, e si giocherà insieme a San Diego un posto ai playoff tramite Wild Card. Non è escluso che si qualifichino entrambe (con i Dodgers vincitori di division).
SAN FRANCISCO GIANTS
Questa è stata la prima offseason con Buster Posey, leggendario catcher dei Giants nella dinastia delle tre World Series (2010, ‘12, ‘14), a prendere il comando delle operazioni del baseball all’interno della franchigia. Infatti, due colpi sono già arrivati, uno per il box e l’altro per il monte. Willy Adames, interbase dai Milwaukee Brewers, e Justin Verlander, partente 42enne dagli Houston Astros. Saranno sicuramente da valutare le condizioni fisiche del futuro Hall-of-Famer, ma l’esperienza anche all’interno della locker room è fondamentale.
Torna finalmente Jung-ho Lee, arrivato nel 2024 ma che è stato infortunato per tutta la stagione, e finalmente potrà dimostrare che è al livello della MLB. Ma insieme a Adames è davvero poco aiutato nella lineup: da molto troppo tempo manca un fuoricampista in questa franchigia (anche se è vero sbatterla fuori nella Bay). L’ultimo Giant ad aver battuto 30 fuoricampo in una stagione è stato Barry Bonds nel lontano 2004. In una division così tosta è ancora presto per la postseason.
COLORADO ROCKIES
Una division troppo forte rende Colorado irrilevante e quasi dimenticata da tutti. Kris Bryant, dopo aver vinto l’MVP e le World Series ai Chicago Cubs, ha scelto i soldi, ma anche la poca considerazione. Ezequiel Tovar, interno giovane e talentuoso, è l’unico motivo per cui forse si parla dei Rockies e saranno arbitri a settembre delle loro rivali di division in corsa ai playoff. Per il resto, l’unico obiettivo sarà quello di evitare le 100 sconfitte, ma sarà complicato.

Orso per gli amici. Amo il passatempo preferito degli americani: il baseball. Tifoso da sempre dei Boston Red Sox, ma prima di tutto tifoso del Diamante. Innamorato della fastball di Pedro Martinez, dello swing di Mookie Betts e dei fuoricampo di David Ortiz. Sogno nel cassetto: guardare una partita dal Green Monster di Fenway Park. Su Instagram racconto di baseball con la page @mediabattuta
La mia division! Da tifoso dei San Diego Padres, avevo molti dubbi, per via delle partenze di Kim e Profar e per via di qualche infortunio tra i lanciatori: temevo il sorpasso di Arizona e una stagione anonima attorno al 50%. Queste prime sei partite mi hanno un tantinello rinfrancato, ma il problema è sempre quello: serve fino a un certo punto partire 6-0, se nella tua division c’è la squadra con i giocatori più forti del mondo che parte 7-0
. Quindi, per il titolo divisionale, mi metto il cuore in pace: mi affido alla proverbiale imprevedibilità del baseball ai playoff, soprattutto se dovessimo incontrare i Dodgers in una serie sulle cinque partite.
P. s. Alla luce degli eventi, quello che mi sembrava un dramma (non aver rinnovato Profar) si è invece rivelato un gran colpo di fortuna!