grande amante del basket, del vino e della scrittura, segue l'NBA dal 1994, quando i suoi occhi furono accecati dal fulgido bagliore emanato dal talento irripetibile di Penny Hardaway. Nutre un'adorazione incondizionata per l'Avv. Federico Buffa e non perde occasione di leggere i pezzi mai banali di Zach Lowe.
Oklahoma City Thunder 119 – 128 Dallas Mavericks Dopo aver sparato a salve per lunghi tratti della partita precedente (2-12 contro i Nets), Dirk Nowitzki ritorna sui suoi livelli e segna 7 dei 32 punti complessivi nell’overtime che dà la vittoria ai Mavs sui più quotati Thunder. Kevin Durant guida Oklahoma City con 43 punti:
Miami Heat 100 – 96 Cleveland Cavaliers James torna a Cleveland per una di quelle che in America chiamano “one of those nights”. Segna 43 punti con ottime percentuali. A voler esser pignoli però fa quasi tutto nel primo quarto, che chiude a quota 25 con 10-11 e 5 triple. All’intervallo ne ha 31, dopo
Houston Rockets 98 – 106 Oklahoma City Thunder Nella prima partita in cui si ritrovano di fronte dopo i controversi fatti della scorsa stagione (si legga infortunio del numero 0 di OKC a gioco praticamente fermo) Westbrook non cerca vendette ma gioca a basket e segna 24 punti con 7 assist e 4 palle recuperate.
Golden State Warriors 98 – 96 Indiana Pacers Negli ultimi 12 minuti della partita emerge chiaramente l’immagine nitida di cosa sono oggi le due squadre che si affrontavano alla Bankers Life Fieldhouse. I Warriors che sospinti dalle triple di Thompson e dalle folate di Barnes vanno sul +12, con Indiana che sembra impantanata nel classico
Los Angeles Lakers 98 – 118 Indiana Pacers La sfida fra la migliore squadra dell’Est e la peggiore squadra dell’Ovest non può che finire in un massacro. Dopo essere stati in partita fino all’inizio del terzo periodo – jumper di Gasol per il 59-58 in favore dei padroni di casa – i Lakers finiscono anche
Se non sbaglio avevamo già menzionato il fatto che la storia di Unseld sarebbe tornata di attualità. Ebbene, un piccolo particolare che finora è stato taciuto: all’anagrafe il 42 dei T’wolves risulta per intero come Kevin Wesley Love, dove il secondo nome rappresenta un richiamo esplicito a quel blocco di granito che sulla fine degli
“Good good good good vibrations/ he’s giving me excitations…” Parafrasando i mitici Beach Boys, si potrebbe benissimo dire che Kevin Love, l’asso dei Minnesota Timberwolves, stia procurando buone, buonissime vibrazioni e che il suo modo di giocare stia eccitando il pubblico. D’accordo, niente di sorprendente, visto che il numero 42 detiene ormai da qualche anno
Miami Heat 117 – 106 Dallas Mavericks Al rientro dopo la pausa per l’All-Star Game, LeBron James ne mette 42 e regala agli Heat il terzo “cappotto” in 3 anni (6-0 totale) ai danni dei Mavericks, dopo la sconfitta nella finale del 2011. The Chosen One segna 10 punti all’interno del decisivo parziale di 14-0
Oklahoma City Thunder 98 – 95 Portland Trail Blazers Nello scontro al vertice della Western della notte, Durant passa come al solito in ufficio e recapita una prestazione standard da 36 punti e 10 rimbalzi. OKC fa 2-2 nel bilancio finale di regular season contro quella che ormai è a tutti gli effetti una diretta