Davide Lavarra, o Dave e basta se preferite, appassionato di Nfl ed Nba dal 1992, praticamente ossessionato dal football americano, che ho cominciato a seguire anche a livello di college dal 2005. Tifoso di Washington Redskins, Houston Rockets, L.A. Dodgers e Florida State Seminoles. Ho la fortuna di scrivere per questo bellissimo sito dal 2004.
Sean Payton ci ha visto giusto, ancora una volta. Ha utilizzato virtù quali pazienza, lungimiranza, determinazione e passione per allenare il gioco del football, giungendo a far salire un gradino in più a quei Denver Broncos vittime di quell’epopea vincente dell’era-Manning, dei quali ci si ricorda sì perché regalarono il titolo al canto del cigno
L’attuale versione degli Houston Rockets prende vita dalle ceneri rimaste dopo quel gennaio 2020, quando, non troppo tempo dopo l’infame gara-7 che aveva promosso alle Finals i Warriors, l’aria di divorzio tra James Harden e il Texas si era fatta insopportabile. All’epoca si trattava di una franchigia senza alcun tipo di speranza, composta da mestieranti
Arthur Blank, classe 1942, 82 anni compiuti a fine settembre, era conscio di possedere una finestra temporale ridotta davanti a sé; inoltre, si era semplicemente stancato di perdere. Il proprietario degli Atlanta Falcons aveva riempito i principali titoli dei giornali americani allargando il borsone dei bonifici bancari che mensilmente giungono nel conto corrente di Kirk
Per chi, come il sottoscritto, ha vissuto decenni di tifo illudendosi che qualcosa potesse davvero cambiare, il concetto di speranza è stato un qualcosa di seppellito senza possibilità di replica. Washington è stata sinonimo di circo, derisibili decisioni manageriali, scandali insabbiati, e, più in genere, vergogna e incompetenza sotto ogni punto di vista. Guardare le
Dalle parti di Bourbon Street si è tornati a festeggiare. Anzi, difficilmente vi si rinuncia, d’altro canto parliamo pur sempre dell’identità di una città unica nel suo genere; tuttavia, se gli amati Saints vincono, la quantità di allegria e bicchierate non può che avere una qualità migliore per tutti. Avevamo lasciato la squadra allenata da
L’attesa per un nuovo kickoff è tradizionalmente molto lunga, stremante, ma giovedì notte si è fatta largo una sensazione strana, come se il tempo non fosse realmente mai passato e l’offseason non avesse, di fatto, avuto luogo. Perché? Perché i campioni sono sempre loro, e l’hanno dimostrato ancora. Alla gioia di rivedere le superstar del
Attesissima è giunta la notte di Detroit, che ha condotto al completamento del primo round del draft 2024. Una serata emozionante, magari poco sorprendente per certi versi, data la prevedibilità delle prime quattro chiamate, nonché impensabile per alcune delle situazioni che si sono sviluppate, con una in particolare a lasciare i fan letteralmente a bocca
1) Chicago Bears (from Carolina) – Caleb Williams, QB, USC Decisione oramai cementata dalla dirigenza dei Bears, la quale ha effettuato tutte le operazioni necessarie – leggasi: cedere Justin Fields – al fine di assicurarsi il miglior talento disponibile nella posizione di quarterback e costruire un futuro a lungo termine in regia. Williams possiede caratteristiche
La notizia desta la giusta dose di sorpresa. Il fatto che Stefon Diggs fosse ufficiosamente sul mercato sapeva poco di fumo gettato negli occhi e molto di verità, se non altro giudicando il linguaggio comunicativo dei Bills, presumibilmente giunti al termine della pazienza portata verso l’insofferenza semi-cronica di una delle loro superstar indiscusse, nonché bisognosi